Vincino, Silvio Scaglia

La vignetta di Vincino per il blog di Silvio Scaglia

Alla vigilia di una nuova udienza del processo a carico di Silvio Scaglia (e di altre 27 persone, quasi tutti dirigenti o dipendenti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle) il blog del fondatore di Fastweb riprende il curioso paragone fatto da il Riformista e il Giornale . I due quotidiani mettono a confronto la condizione dell’imprenditore, agli arresti domiciliari dallo scorso maggio (dopo un periodo in cella), e la scarcerazione in poche ore dei manifestanti fermati dopo la violenta manifestazione di Roma che ha provocato un centinaio di feriti, tra cui più di quaranta poliziotti, e danni per 16 milioni di euro.
Giustizia schizofrenica?” ci si chiede sul blog di Silvio Scaglia che sottolinea come la decisione presa nei confronti dei manifestanti è stata fatta dagli stessi giudici del tribunale di Roma che lo scorso febbraio convalidarono l’arresto dell’imprenditore, “da dieci mesi privato della libertà personale”, per “la sussistenza di gravi indizi”. Perciò, secondo i giudici del tribunale di Roma, per i manifestanti fermati durante gli scontri di martedì a Roma, “non si ravvisano esigenze cautelari, attesa l’eccezionalità dell’evento nel quale le condotte incriminate hanno trovato occasione di manifestarsi, la giovane età e lo stato di ‘incensuratezza’ degli arrestati”. Non sussiste nemmeno il rischio che “si possano ripetere simili atti di violenza”; solo in un caso su 23 sono stati concessi gli arresti domiciliari nonostante la prossima manifestazione del 22 dicembre contro la riforma Gelmini sia una ghiotta occasione per un’eventuale “reiterazione del reato”.
Insomma, ci sarebbe quasi da congratularsi, ironizza il Giornale . “Il Tribunale di piazzale Clodio – continua l’articolo di Massimo de’ Manzoni – è lo stesso che ha lasciato per tre mesi in cella il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia malgrado non sussistesse alcuna delle tre condizionipreviste dalla legge per la carcerazione preventiva (vedi news). E quando poi l’ha tirato fuori dalla galera l’ha spedito agli arresti domiciliari, dove tuttora si trova da sette mesi. Ed è sempre quel tribunale che nel maggio scorso aveva tenuto in guardina per otto giorni un giovane accusato di violenza nei confronti di alcuni poliziotti nonostante un video dimostrasse al di là di ogni ragionevole dubbio che le violenze era stato lui a subirle”.
il Riformista si chiede perché una persona come Silvio Scaglia “che rientra dall’estero si consegna spontaneamente ai magistrati, dimostra la sua estraneità al management delle aziende che guidava ai tempi in cui si sarebbe consumato il reato deve scontare dieci mesi di arresti cautelari, per giunta non ancora finiti”.
Intanto il 18 dicembre è attesa una nuova udienza per il processo a carico di Silvio Scaglia. Sabato mattina i giudici dovranno decidere sulla richiesta di TIS, Fastweb, Swisscom Italia e di alcune amministrazioni di costituirsi come “parti civili” nel “Processo Carosello”.