L’attività giusta per un robot? Meglio lasciargli riparare l’auto che guidarla. È una delle evidenze emerse da una ricerca di Study.com, la piattaforma di e-learning che offre corsi e programmi di laurea online, che ha intervistato un campione di oltre 1.000 americani di età superiore ai 18 anni. 

Lo studio ha analizzato la fiducia degli utenti verso i sistemi di intelligenza artificiale, chiedendo loro di indicare i compiti che avrebbero assegnato più volentieri a un robot intelligente. Come è facile intuire, gli intervistati si dichiarano più propensi a delegare attività meccaniche e che non mettono a rischio il benessere personale e collettivo: il 73% degli utenti infatti si sentirebbe a proprio agio con un androide che fa le pulizie in casa o consegna pacchi, mentre il 69% di loro gli affiderebbe volentieri compiti come il supporto tecnico o la cura del giardino.

D’altro canto, sono le attività più personali o che richiedono un giudizio complesso a essere meno indicate dagli intervistati: solo l’8% vorrebbe che un sistema automatico gli scegliesse il partner, mentre appena il 14% accetterebbe un’intelligenza artificiale come difensore in tribunale. Ancora, analizzando i compiti meno indicati dagli utenti: solo il 29% di loro lascerebbe guidare la propria auto a un cyborg, mentre una percentuale ancora più bassa (il 14%) gli permetterebbe di accompagnare i figli a scuola.

Verso un giornalismo alla Blade Runner ?

A sorprendere maggiormente sono però le indicazioni degli utenti verso alcune attività non propriamente routinarie. La metà degli intervistati per esempio si sente a proprio agio con sistemi artificiali che ricercano e segnalano notizie online, mentre addirittura il 70% degli utenti accetterebbe i consigli di un robot su programmi televisivi e film al cinema. Scorrendo la classifica delle professioni troviamo, a seguire, i robot meccanici (54%) quelli chef (50%), i commercialisti (47%), le guardie di sicurezza e i venditori al dettaglio (rispettivamente con il 43 e il 40% delle risposte).

Buone notizie invece per gli insegnanti, considerati ancora una categoria professionale lontana dall’automazione: solo il 33% degli intervistati vorrebbe per i propri figli un prof con circuiti e driver. Ma una percentuale ancora più bassa la ottengono i consulenti finanziari e i medici (con il 27 e il 23% rispettivamente): insomma, va bene tutto, ma con i soldi e la salute non si scherza.