Arriva un'altra batosta per Uber: dopo le tante mazzate in Europa e a Milano, la start up rivoluzionaria viene punita anche a casa, in California. Le autorità di vigilanza dello Stato americano hanno multato per 7,3 milioni di dollar i la società di San Francisco. La colpa dei concorrenti alla lobby dei taxi? Si sarebberifiutata di fornire le informazioni richieste, come quelle sui turni dei propri autisti e quelle su quante automobili sono attrezzate per il servizio ai disabili.

In una nota il portavoce di Uber, Eva Behersmd, ha espresso «profonda delusione», annunciando appello da parte dell’azienda: «Uber ha già fornito un numero consistente di dati alla Public Utilities della California: informazioni che abbiamo fornito altrove senza problemi», ha affermato indicando che la diffusione di ulteriori dettagli comprometterebbe la privacy dei passeggeri e dei guidatori.