Prima fu, neanche a dirlo, Apple, che sugli iPhone (e iPad) di ultima generazione ha lanciato l’Activation Lock: un’app che, se attivata, permette di rendere inutilizzabili i dispositivi rubati (per chi non possiede il codice utente e la password relativi), un po’ come avviene ormai da tempo con le carte di credito. L’effetto deterrente si è fatto subito sentire: solo a New York, i furti di questi device sono scesi del 29%, mentre a San Francisco sono stati rubati il 38% in meno di nuovi cellulari Apple.

Messe sotto pressione dall’anteprima di Cupertino e dalle richieste dei consumatori, ora Google e Microsoft hanno annunciato che anche i loro software saranno dotati di questo “interruttore”, detto kill switch. Una mossa obbligata, se si considera che in alcuni Stati Usa la presenza dell’antifurto è ormai obbligatoria per la vendita degli smartphone. Capofila è stato il Minnesota, presto seguito dalla California, dove la legge sta per essere varata. E se con la partecipazione di Google e Microsoft presto il 97% degli smartphone sarà dotato della nuova app, per molti non è ancora abbastanza: ritengono che debba essere automaticamente funzionante.