Perché siamo tutti pazzi per il 5G?

Vodafone e Telecom Italia hanno appena superato la loro storica rivalità stringendo un’intesa al solo scopo di sviluppare la rete 5G in Italia. Ma non sono certo le uniche aziende interessate alla tecnologia. Anzi. Ma perché c’è tutto questo fervore attorno a questa connessione dati di nuova generazione? Innanzitutto, perché sarà fino a 20 volte più veloce dell’attuale rete 4: ciò significa che il download, l’uploading e lo streaming dei video saranno fino a 10 volte più rapidi. In secondo luogo, perché si tratta dell’infrastruttura candidata a gestire l’Internet delle cose, quei 22 miliardi di nuovi oggetti collegati alla rete che vedranno la luce entro il 2022. Inoltre, perché è l’unica risposta possibile al traffico stimato nei prossimi anni: 621 milioni di nuovi utenti Internet e 605 milioni di nuove sottoscrizioni mobile che faranno crescere il traffico dati in media del 46% all’anno. Infine, perché sarà più flessibile rispetto al 4G nella gestione della banda: quindi, potrà gestire sia le frequenze più alte, che daranno connessioni più veloci, sia le frequenze più basse, che garantiranno la copertura maggiore.

L’Italia è pronta per il 5G

L’Italia, per una volta, fa da apripista. Siamo, infatti, il primo Paese europeo ad avere chiuso l’asta per le frequenze su cui fare il 5G. Fra l’altro, con cifre record: da noi le frequenze sono state vendute meglio che nel Regno Unito e in Corea. Le prime frequenze, 3.6-3.8 GHz, sono disponibili da gennaio. Quelle a 700 MHz, invece, saranno liberate dalle tv solo nel 2022. Che cosa significa? Che da noi il 5G arriverà gradualmente, con un crescendo nei prossimi cinque anni circa di servizi e applicazioni. Non ci resta che attendere per capire cosa succederà. Al momento sappiamo solo che nel 2026, a livello globale, i ricavi legati all’ingresso della tecnologia 5G saranno pari a 1.307 miliardi di dollari. Questo perlomeno stando all’ultimo report di Ericsson (che produce dispositivi di rete per il 5G) che ha analizzato solo 10 settori industriali. Secondo il report Qualcomm-Ihs-Psb (che produce chip mobile e tecnologie di rete), invece, il giro d’affari al 2035 sarà di 12,3 trilioni di dollari, pari al 4,6% di tutte la produzione globale fra 18 anni.