La ripresa dell’information technology in Italia è trainata dai Pc e dai tablet, ma la fine del tunnel per il settore Ict italiano è ancora lontano, mentre nel resto del mondo il mercato ha ripreso a crescere con un ritmo tornato ai livelli pre-crisi. È il quadro delineato da Assinform che ha appena presentato a Milano un’anticipazione del suo rapporto 2011 per il settore dell’information & communication technology. Il quadro non è dei migliori anche se l’hi-tech nel 2010 ha dato segnali di ripresa, soprattutto con un netto aumento delle vendite di Pc (+15,7) e dei tablet (vendute 428 mila tavolette digitali, più che in Germania).
A livello mondiale l'Ict ha ripreso a crescere con un ritmo tornato ai livelli pre-crisi, passando dal -1,5% annuo del 2009 al + 4,9% del 2010, in Italia si conferma l'inversione di tendenza del comparto Ict anche se la crescita resta negativa: -2,5% a fronte del -4,2% del 2009, per un valore di mercato di 60.230 milioni di euro. Un andamento dovuto per Assinform al segmento delle telecomunicazioni che ha subito un -3% (nonostante l'aumento di smartphone e accessi a internet), mentre la domanda per l'It ha recuperato rispetto al -8,1% del 2009 attestandosi su una diminuzione dell'1,4%. Le stime per il 2011 indicano nel Belpaese il consolidamento della domanda It con una crescita annua intorno all'1,3%.
“Per far crescere il Paese occorre sviluppare il made in Italy tecnologico a supporto dell'export e dell'innovazione - spiega Paolo Angelucci, presidente Assinform - Per questo chiediamo sostegno ai processi di aggregazione delle pmi, credito d'imposta su ricerca e sviluppo, la diminuzione dell'Irap, e piena attuazione del Codice dell'amministrazione digitale”.