Watson, l'intelligenza aumentata che (non) sostituirà l'uomo

Analizza dati, corregge errori e può aprire scenari insospettati in campo medico, legale e aziendale: ecco la proposta di Ibm

«Watson è un sistema cognitivo che vive nel nostro cloud e nei sistemi che lo ospitano. Il suo compito non è quello di sostituire l’uomo, ma di completarlo e di aumentarne le capacità, analizzando in tempi estremamente rapidi un’enorme mole di conoscenza e aiutandoci così a prendere le decisioni migliori». Così Nicola Palazzo, Watson leader di Ibm, presenta l'intelligenza "aumentata" a Milano in occasione del WatsonSummit.

INTELLIGENZA AUMENTATA

La capacità di Watson è quella di elaborare grandi quantità di dati, individuando correlazioni e schemi: un talento fondamentale, per esempio, in campo medico dove il sistema è in grado di riconoscere tumori della pelle allo stadio iniziale con grande precisione. «Watson può scoprire malattie rare o nuovi medicinali», spiega Palazzo. «Oppure, cambiando settore, aiutare gli avvocati a trovare correlazioni tra le cause su cui stanno lavorando e quelle del passato». Promettenti anche le applicazioni anche nel settore retail, per esempio nella moda, dove Watson può assistere i clienti e dare indicazioni agli stilisti sui trend più richiesti.

WANNACRY E SICUREZZA

Infine, il sistema di Ibm potrebbe collaborare con le aziende sul tema della cybersecurity: «Ovviamente, Watson non è un antivirus», conclude Nicola Palazzo. «Può però aumentare la sicurezza scandagliando la Rete, individuando situazioni prima che diventino appariscenti e impedendo che una fiamma si trasformi in un incendio. Anche in questo caso, ovviamente, c’è bisogno di una persona in grado di analizzare i dati elaborati dalla macchina».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Se siete iscritti alla community di Business People effettuate il login per pubblicare un commento.
Se non siete iscritti, registratevi alla community di Business People.