Marina-Mit-Nasa

© Image courtesy of the Marina team

Svegliarsi in una camera d’albergo con vista sulla Torre Eiffel è fin troppo banale, dormire in una stanza immersa nella barriera corallina non è poi così straordinario. No, la suite dei sogni è quella con una vista senza eguali: quella sulla nostra Terra. Da tempo aziende private sono al lavoro per fare del turismo spaziale un business: la SpaceX di Elon Musk punta a mandare in orbita attorno alla Luna due privati cittadini entro il 2018, mentre la Virgin Galactic di Richard Branson vuole far decollare i primi turisti entro il 2020.

Nessuno si era spinto fino al progetto presentato da alcuni giovani laureati del Massachusetts Institute of Technology, premiato dalla Nasa che ha indetto un concorso tra atenei dedicato alle nuove soluzioni abitative nello spazio. Il modulo, battezzato Marina – acronimo di Managed, Reconfigurable, In-space (spaziale) Nodal Assembly – potrebbe diventare una nuova stazione spaziale più economica in grado di mandare in pensione l’attuale Iss, ma è progettata anche per essere una sorta di attracco interstellare, pronto a ospitare veicoli ed equipaggi in viaggio verso Marte. Il concept del Mit guarda anche al turismo: non è escluso che Marina possa diventare un lussuoso hotel in orbita attorno alla Terra, dove trovare comode camere da letto, ristorante e palestra. La nuova frontiera dell’ospitalità di lusso va ben oltre le sette stelle...