Realtà Aumentata

La Realtà Aumentata esce dalla fantascienza per entrare nella vita di tutti i giorni, grazie agli smartphone e ai tablet, ma anche alla volontà delle aziende di sperimentare nuove frontiere. Il nome viene dall’anglosassone Augmented Reality, e comprende tutti quei sistemi che sovrappongono alla realtà un miglioramento 'virtuale'. Qualche anno fa siamo tutti impazziti per la tastiera e i monitor virtuali su cui danzavano le mani di Tom Cruise in Minority Report , ma presto, molto presto, potremmo vedere applicazioni ancora più incredibili e, soprattutto, più utili nella vita di tutti i giorni.
Tutto questo grazie all’enorme diffusione di smartphone e tablet, che uniscono a un computer molto potente una fotocamera, con cui è possibile 'giocare' con quello che vediamo di fronte a noi. Inquadrando un monumento, potremo conoscere la sua storia; puntando l’iPhone verso un cartello in inglese, vedere la traduzione nella nostra lingua; al supermercato, riprendendo un prodotto, scoprire se è in promozione, la sua origine, e magari l’apporto calorico.
Il segreto è proprio nello sfruttare device già esistenti: come ha sottolineato Boris Durisin dell’Università Bocconi, la storia recente ci dimostra che per creare un business non è importante creare un nuovo prodotto, ma coinvolgere un numero maggiore di utilizzatori migliorando un prodotto già esistente – come è successo con iPod di Apple. Google, per esempio, sta lavorando sulla possibilità di effettuare ricerche partendo da foto o da 'interrogazioni' parlate; molto più comodo che mettersi a digitare su uno schermo da 3,5 pollici. Colby invece ha presentato ieri una App (inizialmente disponibile solo sugli smartphone Android di Samsung) da utilizzare al cinema: riconosce in pochi secondi il titolo che stiamo vedendo dall’audio, e fa apparire i sottotitoli perfettamente sincronizzati – utilissimo per chi ha problemi di udito, ma anche per chi vuole vedere i film in lingua originale, o i turisti in paesi stranieri.
Abbiamo chiesto a Mauro Robin, Ceo di JoinPad, quando vedremo per le strade delle nostre città persone che utilizzano quotidianamente la Realtà Aumentata, come succede oggi con le mappe di Google sugli smartphone: ci ha risposto che oggi è già possibile tramite smartphone e tablet, ma sono in fase di progettazione avanzata sia occhiali che lenti a contatto che, collegatati a device già esistenti, possono “sovrapporre” a quello che vediamo informazioni e tracciati, per “migliorare” quello che vediamo. Secondo Mauro, potremmo vedere i primi modelli in vendita nel giro di sei mesi.

Durante la tavola rotonda sono intervenuti Stefano Maruzzi di Google, Paolo Lorenzoni di Current Italia, Boris Durisin dell’Università Bocconi, Carlo Cafarella di Colby, Fabrizio Angelini di Demoskopea, Roberto Antoniotti e Marco Colombo, entrambi di CLX e Antonio Mazzara di Tivuitalia, oltre ovviamente a Mauro Robin di JoinPad, l’azienda milanese che ha promosso Iar 2011 e che sta sviluppando delle soluzioni per la Realtà Aumentata.