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C'era una volta la mela di Biancaneve, oggi invece per i bambini l'unico pomo morsicato è quello del logo Apple.

Lo svela l'Ofcom, l'autorità sulle comunicazione britannica che ha provato a misurare le abilità tecnologiche - "quoziente digitale " - di adulti e bambini alle prese con tablet, smartphone, smartwatch e app varie.

I bambini britannici tra i sei e i sette anni, insomma quelli che sono cresciuti immersi in una bolla hi tech tra YouTube, Spotify e Netflix, il punteggio è stato del 98%, più alto del 96% fatto registrare dagli adulti tra i 45 e i 49 anni. La generazione più hi tech è però quella tra i 14 e i 15 anni, che fa segnare uno score di 113.

Eccoli dunque i "nativi digitali" che imparano a usare un tablet prima di parlare e a navigare con uno smartphone prima di saper allacciarsi le scarpe.

«Stanno sviluppando abitudini di comunicazione totalmente diverse dalle altre generazioni», avverte Jane Rumble, ricercatrice Ofcom, «persino rispetto ai ragazzi tra i 16 e i 24 anni che pure sono cresciuti nella tecnologia».

Ora l'Ofcom invita tutta la popolazione britannica a mettersi alla prova con il test (clicca qui per una versione abbreviata del questionario) per capire il proprio digital divide rispetto a figli e nipoti di prima elementare.

Tra i "limiti" più comuni nelle vecchie generazioni l'ignoranza su Snapchat, il servizio di messaggistica video lanciato nel 2011, e sui Google Glass in arrivo in tutti i negozi.

I ragazzi passano il 50% del tempo libero davanti alla tv - un sottofondo comune mentre si chatta o si messaggia in multitasking - il 20% su Youtube e il resto su Netflix, iTunes o Dvd.

La "comunicazione" per i giovani è spedire messaggi di testo (chat o sms) e condividere foto sui social network. Le e-mail? solo il 2%.

Solo il 3% dei ragazzi ha ammesso di non sapere nulla sugli smartphone. Più o meno la stessa percentuale del tempo speso al telefono. Avete presente i giovani degli anni '90 che monopolizzavano le linee telefoniche? Beh, sono preistoria.

Come l'immagine degli anziani "offline": grazie ai tablet, infatti, negli ultimi tre anni una nuova fetta della popolazione ha scoperto le nuove tecnologie anche solo per leggere libri e quotidiani, media tutto sommato vecchi.