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Venticinque milioni di unità consegnate e un volume d’affari che in Italia ha superato gli 8 miliardi di euro nel 2013, con una crescita del 14,8% rispetto all’anno precedente. Sono i numeri di un settore che non conosce crisi, quello dei cosiddetti smart connected device, ovvero il comparto analizzato dall’Interational Data Corporation (Idc) e che comprende tablet, smartphone e… pc. Sì, perché, senza tacere la crescente rilevanza che i primi due prodotti stanno avendo sul mercato (vedi indagine AstraRicerche), quando si parla di lavoro in mobilità i notebook e i più recenti ultrabook restano ancora un punto di riferimento per molti manager e aziende. E se l’avvento del Byod (l’utilizzo di strumenti personali per il lavoro) sta avvicinando le esigenze di utenti consumer e business, in ambito professionale ci sono alcune caratteristiche dalle quali non si può prescindere al momento dell’acquisto di un dispositivo mobile.

Marco Bossi

Marco Bossi (Dell)

La più citata dai più grandi player di mercato è l’affidabilità, come conferma Marco Bossi, Csme Marketing Manager Italy, Switzerland and Spain di Dell: «Da un lato l’utente finale deve essere sicuro di disporre di un prodotto disponibile e affidabile, dall’altro l’azienda stessa deve avere la certezza di poter massimizzare il Tco (“total cost of ownership”, il costo totale per il ciclo di vita di un dispositivo, ndr) del prodotto e la produttività dell’utente».

Giuseppe Omar Laruccia

Giuseppe Omar Laruccia (Lg)

E se il design nella scelta di smartphone, tablet o pc diventa sempre più importante – «anche se non ancora a livello di discriminante principale», sottolinea Bossi – la durata della batteria è un’altra di quelle caratteristiche fondamentali quando si parla di mobilità; una durata che «consenta di arrivare a fine giornata ancora connessi», aggiunge Giuseppe Omar Laruccia, Mobile Communication Director di Lg Electronics Italia, per il quale anche un display ampio e un’alta qualità dell’immagine sono elementi di primo piano. «Ma soprattutto», continua, «è importante avere un device che sia in grado di racchiudere in sé tutti gli altri prodotti tecnologici, senza alcun compromesso».

David Draghi

David Draghi (Sony)

Un punto di vista condiviso anche da David Draghi, Country Manager di Sony Mobile Communications Italia, azienda che punta in particolare su dispositivi dal design di alto profilo e potenti performance per «garantire un’esperienza d’uso completa e continua. I professionisti», spiega Draghi, «desiderano sempre più uno strumento che sappia abbinare funzioni di intrattenimento (come Web browsing, foto, giochi, video e musica) a quelle maggiormente orientate al business (gestione email, redazione e lettura documenti)». Sarà anche per questo che i prodotti preferiti dai consumatori sono anche quelli richiesti dalla maggior parte di manager e professionisti, aggiunge Carlo Carollo, Sales&Marketing Director, Telecom&Network Division Samsung Electronics Italia, azienda che negli ultimi anni ha puntato sull’ampiezza della propria offerta – dalle dimensioni dello schermo al sistema operativo – in modo da poter soddisfare clienti con priorità differenti. Ma «il valore che non deve mancare mai in nessuna delle categorie/ modelli scelti», aggiunge Carollo, «è la percezione di qualità e affidabilità che, in questo momento, riteniamo di essere tra i pochi a garantire».

I TREND DEL 2014

Sylvain Querné

Sylvain Querné (Lenovo)

Se l’offerta dei principali produttori punta su queste caratteristiche, quali saranno i trend per il 2014? Per Lenovo il focus è sulla «multi-modalità, ovvero la tecnologia che si adatta all’utente e non viceversa», afferma Sylvain Querné, direttore Marketing Sud Europa per la multinazionale cinese. «Nell’attività lavorativa di tutti i giorni il prodotto che non può mancare è l’email, che sia su laptop, smartphone o tablet. L’importante è il costante collegamento con l’ufficio, dovunque io sia. Solitamente la utilizzo senza distinzione dal mio ThinkPad, Yoga Tablet o smartphone a secondo del momento e del luogo». Offrire un ecosistema multimediale interconnesso, tra contenuti e intrattenimento è, invece, l’imperativo di Sony. «La gamma dei nostri device Xperia si è evoluta esattamente in questa direzione, offrendo agli utenti un’esperienza mobile unica, grazie a una perfetta connettività attraverso smartphone, Tv, computer portatili e tablet», afferma David Draghi. «Attraverso le tecnologie di ultima generazione siamo riusciti, con estrema semplicità, a contribuire alla creazione del concetto di “convergenza” in casa Sony: un dialogo costante, a quattro schermi, in un sistema perfettamente connesso».

Carlo Carollo

Carlo Carollo (Samsung)

Un occhio di riguardo all’ambito professionale viene offerto da Samsung, che integra agli smartphone di fascia alta, come Galaxy Note III e Galaxy S4, il sistema di sicurezza Knox per garantire la salvaguardia dei dati sensibili. «Grazie a Knox», spiega Carollo, «Android è ora una piattaforma estremamente sicura per ogni esigenza aziendale. Stiamo puntando poi all’opportunità di sostituire la parte entry del mercato dei notebook con una nuova generazione di tablet, che si presta specificatamente a un utilizzo di tipo professionale per potenza, versatilità e leggerezza». Se Lg, con il suo top di gamma Lg G2, punta allo sviluppo di tecnologie innovative per facilitare e rendere più naturale l’esperienza d’uso dei propri utenti, Dell guarda soprattutto alle aziende; non a caso l’offerta della società statunitense si traduce in due prodotti, il Venue 11 Pro e il laptop Latitude 3000, pensati sia per il lavoro all’interno delle imprese di piccole dimensioni che nelle più grandi multinazionali. «Il nostro obiettivo è quello di rendere la tecnologia più semplice e fruibile per aiutare le aziende a crescere ed essere vincenti, riducendo la complessità dell’It e liberando risorse per il core business », afferma Marco Bossi. «Questa filosofia si traduce in un’offerta completa di soluzioni hardware e software per consentire alle imprese di adottare senza problemi il cloud e la dematerializzazione delle informazioni».

LE PROPOSTE DA DELL, LENOVO, LG, SAMSUNG E SONY
Dell Lenovo Lg Samsung Sony

 

MERCATO TRICOLORE
Guardando al futuro l’opinione sul mercato italiano dei dispositivi mobile è pressoché positiva. Se, ad esempio, Draghi sottolinea come questi prodotti saranno i veri protagonisti della nostra quotidianità («entro il 2019, stando all’ultimo Mobility Report di Ericsson, il traffico dati da dispositivi mobili decuplicherà»), Omar Laruccia definisce questo segmento «dinamico, innovativo e sempre più eterogeneo nell’offerta». Il rischio, forse, è nell’inflazione promozionale e la conseguente banalizzazione del prodotto. Per questo motivo, aggiunge il manager di Lg, «dobbiamo saper interpretare e pianificare il business del prossimo futuro». Per Marco Bossi, se esiste un ritardo, «è a livello di infrastrutture capaci di contribuire all’ottimizzazione della produttività dei dispositivi mobile. Le nostre aziende devono, quindi, a mio avviso accelerare la trasformazione e la migrazione verso infrastrutture cloud sicure e sistemi di gestione delle informazioni performanti per poter restare al passo in un mondo sempre più globale basato sui numeri e dati». Ma per puntare sul cloud computing è necessario anche che le informazioni siano accessibili dalla Rete quando ci si trova out of office. Ed è per questo che Sylvain Querné punta l’attenzione sulla necessità di uno sviluppo della rete Internet a banda larga, fissa o mobile, a un costo accessibile. «Oggi l’hardware supera le possibilità esistenti come Rete: ancora pochi sono in grado per un motivo o l’altro di usare le reti 4G, mentre i loro dispositivi mobile lo permettono. Allo stesso modo la qualità della rete fissa Adsl è ancora troppo spesso deludente per l’utilizzo di contenuti video in alta definizione ». Carlo Carollo conclude sottolineando un altro argomento non meno importante: «L’attualità impone una riflessione sugli interventi che non andrebbero fatti, al fine di salvaguardare la possibilità che un consistente sviluppo del mercato mobile riduca il digital divide creato dall’insufficienza delle reti fisse; mi riferisco al compenso per copia privata che rischia di rendere ulteriormente antieconomico – in aggiunta al differenziale Iva – acquistare prodotti mobile in Italia rispetto agli altri Paesi europei».