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| Luglio 2013 |

Papa Francesco sbarca a Lampedusa

9 luglio 2013 – Un viaggio storico «in mezzo a chi soffre per scuotere le coscienze e vincere l’indifferenza che ci rende insensibili». Papa Francesco ha scelto Lampedusa, estrema periferia dell’Europa, porta d’ingresso del continente per tanti migranti, come meta del suo primo viaggio apostolico.

Una visita questa subito divenuta storica con Papa Francesco ancora una volta a testimoniare la sua vicinanza con gli ultimi.

Il Pontefice una volta giunto sull’isola ha, per prima cosa, lanciato in mare una corona di fiori bianchi e gialli, in ricordo di quanti hanno perso la vita in mare. Poi è sceso sul Molo a Punta Favarolo ed è stato accolto da alcuni migranti che ha salutato uno per uno, scambiando qualche parola. Quindi ha celebrato messa nel piccolo stadio di Lampedusa gremito di fedeli e migranti. Una messa nella quale oltre a gridare contro la globalizzazione dell’indifferenza che rende gli uomini sordi alla sofferenza, e alla morte, degli altri, ha voluto ringraziare gli abitanti di Lampedusa, grande esempio di solidarietà cristiana.

«La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza! Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!»

Foto: © Tullio M. Puglia/Getty Images

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Anno XV n 5 maggio 2020
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