BusinessPeople
| Gennaio 2016 |

I big data si fanno arte

Black Shoals (the first stars in the planetarium)

8-10 gennaio 2016 - L’esplosione dei Big Data che ha segnato il 21esimo secolo sta radicalmente trasformando le nostre vite. Eppure, benché questi siano ormai parte integrante della nostra quotidianità, il modo in cui vengono organizzati, usati e interpretati resta spesso ancora incomprensibile o passa addirittura inosservato agli occhi del grande pubblico. Ora una mostra intende rivelare le verità nascoste di questa valanga di dati attraverso un’interessante e ricca collezione di lavori e progetti artistici. Si tratta di Big Bang Data , in programma alla Somerset House di Londra fino al 28 febbraio.

A contraddistinguere l’esposizione, una serie di opere appositamente commissionate e altre quasi sconosciute realizzate da una grande varietà di artisti internazionali specializzati nel mondo dei nuovi media. Tra loro anche Ryoji Ikeda, James Bridle, Eva e Franco Mattes. Un modo interessante per saperne di più su un mondo sempre più pervasivo che interessa tutti noi.

Info: bigbangdata.somersethouse.org.uk

Foto in apertura: World Processor di Ingo Günther. A sinistra: Black Shoals (the first stars in the planetarium) di Joshua Portway and Lise Autogena

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