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| Gennaio 2013 |

Luna © NASA/JPL-Caltech/MIT/GSFC

4 gennaio 2013 – Una superficie lunare piena di macchie rosse, gialle, verdi e blu. Sono le variazioni del campo gravitazionale della Luna registrate, con colori diversi, dal laboratorio ‘Grail’ della Nasa (‘Gravity Recovery e Interior Laboratory’) nel corso della sua missione, iniziata nel settembre 2011 e conclusasi con lo schianto (programmato) sulla Luna il 17 dicembre 2012.
Il compito di Grail – come si spiega in un articolo dell’Istituto nazionale di astrofisica – è stato quello di studiare il campo gravitazionale lunare, e in base a questo dedurre dettagli della topografia e composizione della crosta sottostante. I dati raccolti dalle due sonde di Grail hanno restituito agli scienziati una crosta che è stata letteralmente bersagliata dai meteoriti: la superfice della Luna è infatti percorsa da fratture che vanno da sottilissime fessure a vere e proprie faglie che raggiungono decine di chilometri di profondità. Oltre a frammentare profondamente la crosta, gli impatti hanno avuto l’effetto di renderla più omogenea in densità. Un altro dato che emerge dalla missione è che la crosta lunare sembra più sottile di quanto si credesse: fra i 34 e i 43 kilometri, e non tra i 50 e i 60 come si credeva.

© NASA/JPL-Caltech/MIT/GSFC

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