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Algoritmi etici e trasparenti

Algoritmi etici e trasparenti Torna a big data analytics televisione
Venerdì, 06 Dicembre 2019

I big data vengono utilizzati in Rai da diversi anni, ma si tratta ancora di un terreno nuovo, sperimentale. Intervista a Massimo Rosso, direttore Ict di Viale Mazzini

Massimo-Rosso-Rai

 

Perché ultimamente si parla di algoritmi piuttosto che di big data?
Se un tempo era la televisione con i suoi contenuti a essere considerata un “oracolo”, ora lo sono gli algoritmi. Da una comunicazione monodirezionale, ove il contenuto televisivo veniva diffuso senza possibilità di interazione, siamo passati a un contesto bidirezionale, ove anche il fruitore di quel contenuto ha voce in capitolo. In altre parole, si sviluppa un dialogo, ed è questo che a noi interessa. Per comprendere questo dialogo servono ovviamente i dati, ma soprattutto gli algoritmi capaci di analizzare i diversi aspetti di una simile interazione. 

Quindi si va un po’ oltre all’analisi del comportamento dell’utente?
Interpretare il comportamento dell’utente basandosi solo sul consumo dei contenuti (quale video viene visto, quando viene messo in pausa, quali parti vengono riviste, etc.) è un tipo di analisi standard cui ricorrono, ad esempio, gli operatori Ott. Oggi è possibile andare oltre, desumendo, ad esempio, anche quanto il contenuto è in grado di condizionare la conversazione crossmediale. Infatti possiamo monitorare la rete per rilevare quali argomenti e trend topic potrebbero essere interessanti da trattare in Tv. 

Usate qualche sistema specifico per analizzare i big data?
Oggi siamo in grado di analizzare in tempo reale tutto il palinsesto della Rai. Tuttavia non esiste una tecnologia out of the box che funziona e che fornisce tutte le risposte: occorre riuscire a costruire adeguatamente una rete neurale e degli algoritmi. La tecnologia gioca un ruolo fondamentale, perché consente di aumentare le capacità dei professionisti. Ogni mattina offriamo al nostro marketing interno un indice di sentiment per tutti i contenuti. Possiamo anche conoscere minuto per minuto cosa succede nell’intero panorama televisivo italiano, individuando, ad esempio, cosa genera improvvisi cambi di share. 

Parlando di dati, c’è sempre un tema legato alla privacy, come lo gestite?
Occorre saper usare in modo appropriato i dati personali che abbiamo a disposizione, rispettando scrupolosamente la normativa vigente. Ritengo sia fondamentale rendere trasparenti gli algoritmi che applichiamo, rendere pubblico cioè come si utilizzano i dati, con quali finalità, creando così fiducia nel titolare del trattamento. Non è vero che gli algoritmi sono neutri: pur se applicati in modo automatizzato dai computer, risentono delle scelte di chi li progetta, che possono comportare discriminazioni a danno degli utenti. Gli algoritmi dovrebbero essere scevri da cosiddetti bias (pregiudizi) e trasparenti: in una parola, etici. In futuro sarà fondamentale metterne a punto di verificabili e, ovviamente, modificabili tutte le volte che serve.

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