Tra Vodafone e Skype è scoppiata la guerra. La ragione del contendere, neanche a dirlo, i servizi per telefonare via internet tramite cellulare, le applicazioni VoIP (Voice over IP). La dichiarazione di guerra firmata Vodafone è stata l’aver vincolato l’utilizzo di applicazioni come Tango, Viner e, appunto, Skype alla sottoscrizione di un piano tariffario dedicato (Mobile Internet Plus), dal costo non proprio economico di 8 euro settimanali. Stop quindi all’uso del web per telefonare, salvo scegliere il costoso piano telefonico.

Utenti in rivolta. Skype: “Limitata la libertà”
Pronta la rivolta degli utenti Vodafone, spiacevolmente sorpresi della novità. Il sito dell’operatore è stato subissato di messaggi di protesta. Tempestiva anche la risposta di Skype: “Alcuni operatori di telefonia mobile in diversi paesi Europei tra cui l’Italia hanno messo in atto in modo arbitrario restrizioni contrattuali, tecniche o finanziarie che limitano quello che gli utenti finali e gli innovatori possono fare online”.

Vodafone si difende
Non si fa attendere neanche la risposta di Vodafone, che in una nota ufficiale, specifica di non applicare nessun blocco al VoIP, ma sostiene di fornire ai propri utenti “un’ampia gamma di offerte in grado di soddisfare le diverse esigenze di comunicazione, da quelle più evolute che includono anche servizi avanzati (quali il VoIP) a quelle più elementari, con tariffe più economiche per clienti interessati solo ad alcune tipologie di servizio”. Insomma, secondo Vodafone i servizi VoIP sono particolarmente evoluti e farli pagare di più è legittimo. A parere dell’operatore: “L’attuale offerta, perfettamente in linea con il quadro regolamentare vigente e futuro, rispetta la neutralità della rete, consentendo al cliente di scegliere in maniera chiara e trasparente la tipologia di offerta e i servizi inclusi”.

La regolamentazione
Ci si chiede, a questo punto, se la questione possa essere regolata dalle leggi attualmente vigenti. Risponde Skype, ricordando come “in base alla nuova normativa dell’Unione Europea sulle telecomunicazioni, il cui recepimento nelle leggi nazionali è previsto entro maggio 2011, le autorità devono proteggere le libertà di rete, compresa la possibilità per gli utenti finali di accedere ed utilizzare le applicazioni, i contenuti e i servizi a loro scelta su Internet”. Spostandoci oltre oceano, invece, ricordiamo come qualche tempo fa negli Stati Uniti l’Authority per le telecomunicazioni ha approvato un regolamento che fissa i principi per l’utilizzo della rete. Il regolamento vieta, tra l’altro, agli operatori di bloccare le applicazioni VoIP.