Fabio Fazio e Roberto Saviano © Roby Schirer e Max Abordi

Fabio Fazio e Roberto Saviano nel corso dell'ultima puntata di Vieni via con me

C’è stato anche un commosso fuori programma nel corso dell’ultima puntata di Vieni via con me , il ‘programma dell’anno’ che, alle polemiche per i temi trattati, a risposto con i record di telespettatori. Insieme al co-autore e co-conduttore Roberto Saviano, Fabio Fazio ha voluto ricordare il regista Mario Monicelli, che nella serata di ieri ha voluto togliersi la vita all’età di 95 anni: il programma è stato interrotto per circa 30 secondi in cui Fazio ha espresso la propria emozione. “Lo avremmo voluto qui, ma era malato” ha detto il conduttore, prima di citare i titoli più famosi del regista tra i buoni motivi per 'restare’. L'omaggio a Monicelli si inserisce così accanto a quelli di Walter Tobagi ed Enzo Biagi, in una puntata che, questa volta senza record (8,6 milioni di spettatori e share poco sopra il 29% - I DATI), ha visto comunque passare sul palco nomi importanti del panorama italiano. Fra questi c’è stato l’ironico premio nobel, Dario Fo, e l’elenco dei suoi consigli più che mai attuali del Prcincipe di Macchiavelli (guarda il video). Non sono mancati gli ultimi i monologhi di Roberto Saviano sulle responsabilità che si nascondono dietro le vittime del terremoto in Abruzzo. “La Casa dello Studente – ha detto ieri lo scrittore – è il simbolo della condotta criminale che si è avuta per anni, quando si costruisce non rispettando le regole, si specula, solo per guadagnare o per avere consenso politico”.

Nel secondo intervento l’autore di Gomorra ha parlato del voto di scambio, che spesso in Italia “condiziona la democrazia”, e ha voluto replicare anche alle polemiche per la mancata partecipazione al programma del movimento pro-vita dopo le testimonianze di Mina Welby e Beppino Englaro della terza puntata. “Come si può pensare - spiega - che raccontare una storia d'amore, quella fra Piergiorgio e Mina Welby, fosse pro morte?”.

Fra gli ospiti attesi anche la giornalista e direttrice di Report , Milena Gabanelli che ha letto l’elenco delle cause che pendono sul programma di Raitre: cause per 251 milioni di euro, mentre “da Berlusconi siamo in attesa di ricevere la notifica”. E dopo che il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha elencato la settimana scorsa i successi del governo contro la mafia, ieri è stata la volta del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso a mettere in fila le cose di cui c'è bisogno nella lotta contro la criminalità organizzata: risorse, intercettazioni, carceri adeguate, rispetto per i magistrati e non l'annunciata riforma della giustizia, bensì una nuova legge che “tenda a ridurre drasticamente il numero degli uffici giudiziari, a rendere più agile e veloce il processo penale, a rivedere il sistema delle impugnazioni, ad eliminare quelle garanzie soltanto formali, che consentono strategie dilatorie, funzionali a scarcerazioni o prescrizioni”.

Infine il ringraziamento dei due conduttori a chiusura della quarta e ultima puntata del programma. “Grazie a coloro che ci hanno aiutato, ma anche a coloro che non ci hanno aiutato, rendendo ancora più bella questa trasmissione”, commenta Fazio. “La Rai mi ha telefonato per dirmi: perché non fate un altro programma?” confessa Saviano. “Stai tranquillo che non ci ricapita”, replica Fazio.