L’assunto di partenza è che chiunque sia abbonato a Sky possieda un televisore e sia tenuto pertanto a pagare il canone Rai (i cui canali, del resto, sono visibili anche sulla piattaforma satellitare). Coinvolgendo l’Agenzia delle Entrate, viale Mazzini intende procedere a un accertamento fiscale, che sovrapponga gli elenchi di chi paga l’abbonamento a Sky a quelli di chi paga il canone alla Tv pubblica, individuando così gli evasori. La questione è complicata dall’antica controversia tra Rai e Sky relativa all’obbligo del servizio pubblico – riconosciuto da una sentenza del Tar Lazio del luglio scorso, che ha dato ragione a Sky – di fornire i propri contenuti a qualsiasi piattaforma distributiva, a patto che si garantisca l’accesso gratuito. Secondo l’ufficio legale della Rai, che ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato (udienza fissata a febbraio), la cessione gratuita riguarderebbe, però, solo gli utenti in regola con il versamento del canone.