Sembra che d’ora in poi anche i politici più “ciarlieri” possano twittare in piena serenità. L’intervento del social network Twitter ha deciso di bloccare Politwoops e Diplotwoops, due siti che archiviano i tweet di politici e personalità pubbliche di tutto il mondo, in particolare quelli eliminati dagli autori.

LE GIUSTIFICAZIONI. Twitter motiva il colpo di mano accusando le piattaforme di violare i suoi termini di utilizzo; non è infatti possibile archiviare materiale che è stato cancellato dal sito originale. Sembra, dunque, che l’intervento non abbia niente a che fare con questioni politiche: per statuto, agli sviluppatori del social network, infatti, non è mai possibile mostrare pubblicamente contenuti non più presenti sulla piattaforma, perché eliminati.

POLITWOOPS E DIPLOTWOOPS Sarebbe questo fattore a rendere Politwoops irregolare, e a renderne quindi legittima la chiusura. Politwoops è un sito olandese nato nel 2010 e sviluppato dalla Open State Foundation (Osf), che promuove la trasparenza informatica. Utilissimo ai giornalisti di ben 30 Paesi, il sito è programmato per monitorare gli account Twitter dei parlamentari eletti, recuperando i cinguettii persi in seguito al “pentimento” dell’autore. Nel 2014 gli è stato affiancato Diplotwoops, che prende di mira ambasciatori e diplomatici.

DANNO PER L’INFORMAZIONE. L’intervento di Twitter , forse giustificato dai termini di utilizzo, rappresenterà tuttavia un duro colpo per il giornalismo, che sempre più attinge dalla Rete (e dal non sempre oculato utilizzo di questa da parte dei personaggi pubblici) per fare informazione. La pensa così anche l’Osf: la il suo direttore Arjan El Fassed, infatti, ritiene i tweet cancellati «parte della storia parlamentare», dunque di interesse pubblico. Di certo Twitter , che negli ultimi tempi vede calare le iscrizioni, ha perso un’occasione per restare veicolo di trasparenza.