Corrado Calabrò

Piena di spunti l’annuale relazione di AgCom, l’Autorità Garante per le Telecomunicazioni, durante la presentazione della quale il presidente Corrado Calabrò, ha affrontato diverse tematiche, spaziando dalla telefonia, alla banda larga senza dimenticare il tema caldo delle intercettazioni.
Positivi sono i numeri di un comparto che lo scorso anno, nonostante la crisi, si è attestato al 3% del Pil, con ricavi totali per 44 miliardi di euro, in regresso del 3,3% rispetto al 2008. Ma sono gli stessi numeri, in particolare quelli relativi alla rete mobile, che preoccupano Calabrò. “L’Italia è il secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile. Ma se non interveniamo rapidamente, con il tasso attuale di diffusione degli smartphone, la nostra rete mobile rischia il collasso”. Secondo il Garante con la diffusione degli smartphone e delle pennette Usb per collegare il portatile in mobilità, il traffico dati mobile in Italia si è moltiplicato passando dai 10 milioni di utenti di fine 2009 ai 15 milioni di oggi, rendendo necessaria una maggiore disponibilità di banda larga per scongiurare il rischio di collasso dell’infrastruttura.
Calabrò ha sollecitato il governo ad agire con urgenza predisponendo un riordinamento radicale basato su nuove norme per la costruzione e condivisione di infrastrutture che possa liberare 300 megahertz di banda.
Sul rischio collasso della rete mobile frena l’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè “nessun pericolo in Italia”, più cauto Paolo Bertoluzzo, ad di Vodafone Italia, “il rischio ventilato da Calabrò è concreto”.