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Tlc, la speranza viene dal mobile. Smartphone (+23%) e tablet (+28%) sono infatti le uniche due voci in forte attivo di una filiera che nel 2013 ha vissuto il peggior anno dall'inizio della crisi. Rispetto al 2012, si è perso il 7% del fatturato. E dal 2008 il bilancio parla di -9 miliardi di euro (-17%): dai 53,6 del 2008 ai 44,7 dello scorso anno.

I dati arrivano da Asstel che li ha presentati nel corso del Forum sulle tlc. Gli operatori del settore, che rappresentato il 77% dell'intero fatturato, nell'ultimo bilancio hanno perso circa 4 miliardi (-10%), a una velocità doppia rispetto al 2012. E quasi a bilanciare, hanno ridotto gli investimenti di un uguale -10%.

Un dato pesante per un settore che conta 124.100 addetti e che ha visto un ulteriore -2% nel numero di occupati dopo il -5% del 2012.

La voce più in rosso è quella dei ricavi da rete mobile: -14% a confermare un trend che l'anno precedente aveva dato solo qualche avvisaglia con un con un -4%. Segno della crisi, ma anche segno dei tempi con i servizi di messaggistica immediata (Whatsapp e compagnia) a sostituire sms (-19%) e telefonate.

Crescono invece i bilanci dei fornitori di terminali: +12% con 4,5 miliardi di euro di soli smartphone venduti.

Infine, il solito capitolo della banda larga e ultralarga: l'Italia è in ritardo rispetto ai vicini. La banda larga arriva solo al 23% della popolazione (contro il 30% della media europea), quella ultralarga (oltre i 30 Mbps) è solo per l'1% degli italiani (e il 6% degli europei).

Paradossale che l'infrastruttura broadband raggiunga il 99% delle case (primo obiettivo della Digital agenda raggiunto), ma le reti in fibra siano appena il 21% contro il 62% continentale.

Un ritardo pesante se si guarda alle stime per il 2016, quando l'economia digitale arriverà alla quota di 40 miliardi di euro. E dal 2006 al 2013 i mercati digitali hanno prodotto 10 miliardi di euro in e-commerce, digital content, digital advertising e digital payment.