Giovanni Stella, vicepresidente e amministratore delegato di TiMedia

Sembrava ormai fatto, il piano di salvataggio di Dahlia Tv doveva concretizzarsi a giorni, solo TiMedia mancava all’appello. Ma la risposta della società di Telecom, arrivata ieri dalla bocca di Giovanni Stella, vicepresidente e amministratore delegato dell’azienda, è una doccia gelata. «Credo sia estremamente poco probabile che si riesca a chiudere positivamente questa situazione». Secondo Stella «la situazione è molto complicata. Coinvolge molteplici soggetti, dalla Lega Calcio a Made, dagli svedesi si Airplus al liquidatore, e i tempi sono molto stretti. Abbiamo tempo fino a venerdì, ma faccio fatica ad assegnare molte probabilità a un esito positivo». Le dichiarazioni arrivano nel corso della conference call di presentazione dei risultati di TiMedia 2010. Risultati molto positivi, nonostante la situazione di Dahlia, il gruppo ha chiuso l’anno con un fatturato di 258,5 milioni di euro, in crescita del 13,7%. E l’azienda, che preferisce di gran lunga concentrarsi sul suo core business, rappresentato da La 7 (il cui target d’ascolto è stato ambiziosamente fissato al 4% da raggiungere entro il biennio), non ha nessuna intenzione di fare sconti per salvare Dahlia. Come non fatica a dichiarare Stella, secondo il quale, se pure la pay tv dovesse continuare a operare, dovrebbe garantire l’affitto della banda con una fidejussione bancaria. Per Stella il caso è chiuso: «non posso essere istituto di beneficienza».