Augusto Minzolini

Dopo due anni e mezzo di (controversa) guida di quello che dovrebbe essere il primo notiziario televisivo nazionale, domani 13 dicembre, Augusto Minzolini lascerà il Tg1. Rinviato a giudizio dalla Procura di Roma con l’accusa di peculato, in merito all’utilizzo della carta di credito aziendale Rai, Minzolini lascerà, in anticipo rispetto alla scadenza del suo contratto, un telegiornale in forte crisi di ascolti, ma soprattutto di credibilità. Come certifica anche l’ultima ricerca pubblicata dall’Osservatorio di Demos-Coop, secondo il quale la fiducia nel Tg1, presso il pubblico, oggi si ferma al 50,1 per cento: ben 3,1 punti percentuali in meno di un anno fa e addirittura 18,9 rispetto al 2007, quando il notiziario della prima rete Rai, allora diretto da Gianni Riotta era considerato affidabile dal 69% degli intervistati. Lo stesso livello, più o meno, del 2002. Insomma: un crollo. Subìto in meno di quattro anni. Meno credibile di entrambi i notiziari delle altre reti Rai (il Tg3 con il 62,1% è il più credibile dei notiziari, mentre il Tg2 si attesta al 51,5%) il Tg1 è stato superato, in termini di credibilità, anche dall’outsider Tg La7, cresciuto nell’ultimo anno, sotto la direzione di Enrico Mentana, di 5,9 punti e ben 17,4 dal 2007. Tallona il Tg1, il Tg5 quinto a quota 48,5. Il meno credibile dei notiziari nazionali è il Tg4 di Emilio Fede, fermo a 19,4 punti percentuali.

 

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