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Fatturato in calo. Per la prima volta negli ultimi 20 anni, il settore televisivo fletterà anziché crescere. A dirlo è l’ultimo studio di ItMedia Consulting secondo il quale il mercato tv in Italia chiuderà il 2011 a 8,774 miliardi di euro, in calo di 15 milioni sull’anno precedente. Una flessione minima, che dovrebbe riguardare solo l’anno in corso: nel triennio infatti il mercato crescerà mediamente dell’1,7%, raggiungendo nel 2013 i 9,2 miliardi di euro. Nel rapporto si evince anche che l’analogico è ormai presente solo nel 5% delle abitazioni italiane, e che la fetta del digitale terrestre scende leggermente, mentre salgono satellite e broadband tv. La pay-tv continua a crescere divenendo oggi una realtà per il 37% delle famiglie italiane (per il 39% nel 2013) ma scende sotto la soglia del 5%. Il trend rimane comunque positivo, grazie anche all’aumento dell’offerta su broadband (OTT, Connected TV). In termini di quote, la pubblicità rimane la risorsa principale del mercato, pur rimanendo al di sotto della soglia del 50% e nonostante la forte riduzione degli investimenti, che crescono invece sui nuovi canali digitali (+17% annuo). Il 20% degli introiti arriva dal canone Rai, mentre il 35% è legato agli abbonamenti alla pay-tv di Murdoch (satellite) e Berlusconi (digitale terrestre). Il mercato rimane fortemente concentrato, con i 3 attori principali (Mediaset, Rai e Sky) che si dividono il 95% dell’intero fatturato.