Clienti infedeli? Od operatori più attenti a dar la caccia a nuovi abbonati piuttosto che a fidelizzare i consumatori? Sta di fatto che il mercato della telefonia mobile registra una crescita esponenziale dei cambi di operatore: nel 2012, segnala l’Agcom nel suo osservatorio trimestrale, si registrano 50 milioni di linee trasferite da una compagnia all’altra (+48% rispetto al 2011, +128% sul 2010).
Ormai, anche grazie al diritto all’Mnpmobile number portability, la possibilità di mantenere lo stesso numero con un nuovo operatore – è sempre più semplice e veloce cambiare compagnia: bastano i propri documenti, la Sim e in un paio di giorni si passa da un contratto a un altro. E il pellegrinaggio sembra premiare i consumatori più attenti e a caccia di nuove offerte: secondo il sito SosTariffe.it il risparmio può arrivare a 279,48 euro l’anno per gli abbonamenti e 145,26 euro alle ricaricabili. L’importante è stare attenti che i contratti non prevedano penali di recesso anticipato.

CHI GUADAGNA E CHI PERDE. Nell’ultimo anno H3G (Tre) è riuscita a sottrarre alla concorrenza 446 mila clienti attraverso offerte con smartphone in promozione; in crescita anche gli operatori mobili virtuali (Mvno, +278 mila) come Poste mobile e Wind (+185 mila). Male, almeno secondo i dati, Tim (-490 mila) e Vodafone (-420 mila) che, secondo un articolo del Corriere della Sera , osservano il fenomeno senza preoccuparsi più di tanto; anche perché il fenomeno del “surfing” – una continua migrazione, che non esclude il ritorno all’operatore di origine – non è raro. “Siamo tra i primi Paesi in Europa in tema di flussi di portabilità – segnala l’Agcom – Segno di un mercato molto concorrenziale e di un’attività regolamentare che ha funzionato”.