Sorpresa: i manager promuovono i social media al lavoro

Ancor più dei dipendenti, i dirigenti utilizzano le nuove tecnologie per velocizzare il processo decisionale e aumentare la produttività dell'azienda. E i dati sembrano dare loro ragione…

Da perdita di tempo a strumento di business. È la seconda vita dei social media, ovvero quegli strumenti di condivisione (di cui fanno parte anche i famosi Facebook, LinkedIn, Google+ e Twitter) che, se utilizzati nel modo giusto, possono contribuire al successo di un’azienda. La conferma arriva dall’indagine europea condotta da Millward Brow per Google che, sondando le impressioni di un campione composto da 2.700 dipendenti tra senior manager e non, ha osservato gli effetti di queste nuove tecnologie sul posto di lavoro. Dati alla mano, sembra esserci una stretta relazione tra tasso di crescita dell’azienda e utilizzo dei social media; quelle imprese che nell’ultimo anno hanno registrato una crescita superiore al 10% (tra 2010 e 2011) sono le più propense a considerare i social tool una componente del loro successo. L’81% degli intervistati di queste aziende, inoltre, è convinto che questi strumenti abbiano contribuito a far crescere la loro impresa più velocemente. “I social media non sono certo il segreto del successo di queste aziende – afferma Roberto Rossi, innovation director di Millward Brow Italia – ma sicuramente hanno contribuito a un aumento della produttività”. Scarica la ricerca

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Questi strumenti non giovano solo alle aziende ma anche al lavoratore: il 48% si dichiara veramente soddisfatto del proprio lavoro, il 78% raccomanderebbe piacevolmente il suo luogo di lavoro e il 62% ha più interesse nel lavorare. "Questi mezzi - commenta Domenico De Masi, professore di Sociologia delle professioni dell'Università Sapienza di Roma - modificano le categorie del tempo e dello spazio, danno una predisposizione all'ubiquità sul lavoro, predispongono a un atteggiamento ottimistico e forse offrono una minore separazione tra luogo lavorativo e non". Questo approccio più leggero del lavoratore "porta - continua De Masi - a un'atteggiamento ottimistico della vita aziendale, e una maggiore fiducia nel progresso scientifico e tecnologico". I dipendenti che usano queste tecnologie, inoltre, avrebbero più probabilità di fare carriera (l’86% degli utilizzatori frequenti ha recentemente ricevuto una promozione contro il 39% di chi non utilizza strumenti social), si tratta di individui attenti alle novità, collaborativi e che sanno sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla Rete per migliorare il proprio lavoro.
Stupisce anche notare come a utilizzare maggiormente i social tool sia il capo anziché il dipendente; il 71% dei manager senior intervistati (l’83% in Italia) usano i tool social almeno una volta alla settimana contro il 49% dei dipendenti aziendali in ruoli junior (il 47% in Italia). “I manager riconoscono che gli strumenti social aiutano a superare le isole di conoscenza che spesso si creano nelle imprese e a mettere in comunicazione persone e idee (anche a migliaia di chilometri di distanza, ndr) in modi nuovi e impossibili sino a pochi anni fa – dichiara Luca Giuratrabocchetta, country manager di Google Enterprise Italia – La capacità di trovare informazioni e persone più rapidamente velocizza il processo decisionale e consente alle imprese di essere più agili e competitive. Siamo rimasti sorpresi dalle percentuali di utilizzo dei social tool da parte dei manager italiani – ammette – È una realtà che sta cambiando molto velocemente e anche il manager ancora abituato a farsi stampare le mail dalla segretaria, sta modificando il suo atteggiamento”, magari ricercando su LinkedIn informazioni utili sulla persona che sta per incontrare.

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