Eric Schmidt © GettyImages

“Il problema è che i governi non capiscono i nostri modelli”. Le proposte lanciate dal presidente francese Nicolas Sarkozy lasciano perplesso Eric Schmidt. L’ex Ceo di Google, che ha guidato il motore di ricerca dal 2001 al 2011 segnandone i successi e la sua leadership globale, non vuol sentire parlare di intrusione di governi nella libertà di Internet, anche se dall’e-G8 si è posto il problema della tutela della privacy e del diritto d’autore. Dalle pagine de Il Sole 24 Ore Schmidt è chiaro: l’ingerenza dei governi “potrebbe significare il pericolo di una balcanizzazione della Rete su livelli nazionali. E se capiterà davvero c’è da preoccuparsi”. Meglio allora lasciare quel sistema che ha permesso all’uomo medio, di passare nell’arco di 100 anni al “non avere alcun controllo sull’informazione a un controllo quasi completo sull’informazione globale. Le sfide che si aprono sono immense – spiega Schmidt – dalla trasformazione delle nostre democrazie alle minacce dei terroristi”.
È in questo contesto che, si legge sul quotidiano economico, i big del settore avanzeranno nei territori inesplorati dell’economia digitale. L’ex Ceo di Mountain View la chiama la “Banda dei Quattro”, quel gruppo composto da Amazon, Apple, Facebook e Google scelti sia per valore (insieme valgono qualcosa come 500 miliardi di dollari) che per capacità innovativa e bacino d’utenza. Insieme avanzeranno verso lo sviluppo di una piattaforma integrata di servizi, in cui tutti gli operatori fanno tutto. “La It come la conosciamo oggi è vicina alla morte”, afferma Schmidt nel corso dell’intervista a Il Sole 24 Ore riferendosi al fatto che i sistemi complessi di computerizzazione e di gestione delle informazioni saranno rimpiazzati dalla nuvola, il ‘cloud’.