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La sicurezza sul Web è fondamentale tanto per le aziende, quanto per gli adulti e i bambini. Sapere usare Internet e i suoi servizi online, insieme ai social network e alle app, richiede, però, cautela e prudenza sulle informazioni che condividiamo e sulle conseguenze (immediate e non) che le nostre azioni possono avere.

In occasione del “Safer Internet Day”, in programma oggi, martedì 10 febbraio 2015, promosso dall’Unione europea in collaborazione con @Insafe, l’azienda di sicurezza informatica Sophos propone tre consigli per navigare sicuri su Internet.
Innanzitutto, prima di fare qualsiasi attività online (condividere una foto, cliccare su un link o accettare i termini di utilizzo di una app) bisogna chiedersi: “A chi mi sto rivolgendo? Cosa sto dicendo? Qualcuno potrebbe subire conseguenze negative da questo mio comportamento online?”

Alla luce di queste domande ecco una veloce analisi di tre comportamenti online e i relativi pro e contro, per capire come e quando usare con consapevolezza i social network e i servizi online:

1. Servizi di localizzazione

Pro: utilizzare questo tipo di servizi è utile quando si viaggia o ci si trova in luoghi che non si conoscono per orientarsi.
Contro: gli operatori di marketing sono interessati a conoscere la geolocalizzazione degli utenti per proporre pubblicità di punti vendita o di locali nelle vicinante e incentivare così le vendite. Segnalare che non si è in casa potrebbe significare che l’abitazione è vuota o, peggio ancora, quando i bambini sono soli in casa.
Suggerimento: molti sistemi operativi di smartphone e tablet e servizi online hanno sistemi di localizzazione disattivati di default. La parola d’ordine è: imparare a controllare come e quando condividere informazioni su dove ci si trova. Prima di condividere la propria posizione è meglio fermarsi, porsi le tre domande chiave e poi decidere cosa fare sulla base delle eventuali conseguenze. In caso di dubbi non condividere la vostra localizzazione.

2. Condivisione interessi

Pro: condividere gli interessi con persone che hanno le stesse passioni e permette di vivere sempre al massimo i propri hobby.

Contro: gli interessi condivisi possono essere utilizzati dagli esperti di marketing per la profilazione pubblicitaria, per creare offerte di prodotti e servizi su misura per i vostri gusti. Poi i cyber criminali possono creare un profilo accurato di una persona (e del suo stile di vita) utilizzandolo per attacchi di social engineering, spacciandosi per essa, con conseguenze molto gravi.
Suggerimento: condividere sì, ma senza rilasciare dati troppo personali. Non condividere troppi dettagli con persone che non sono propri amici fidati, altrimenti possibili truffatori potrebbero ricavare dati sufficienti per sbloccare la procedura di recupero password e le relative domande segrete legate a informazioni personali degli utenti.

3. Condivisione di foto di gruppo

Pro: tenere traccia fotografica delle esperienze vissute è divertente e utile e può essere interessante per creare nuovi contatti o per documentare il proprio vissuto.
Contro: le foto di gruppo sono preziose per le aziende che operano nel settore dei social network perché, grazie a software di riconoscimento facciale, possono tracciare e definire dettagli sulla vita degli utenti sui social. Addirittura enti di sorveglianza e di intelligence potrebbero realizzare dei veri e propri dossier utilizzando le informazioni pubbliche condivise sui profili.

Suggerimento: si può essere rintracciabili online anche senza essere iscritti su Facebook o su altri social network. Questo accade perché altri utenti possono scegliere di condividere foto scattate in compagnia di altre persone, senza tener conto del loro desiderio di privacy. Per proteggere la propria riservatezza dire chiaramente a chi si conosce di non condividere su Internet immagini in cui si compare o che hanno a che fare con la propria vita. Allo stesso modo, chiedere sempre ad amici e conoscenti il permesso di pubblicare loro foto sul proprio profilo. Prestare anche attenzione allo sfondo ed evitate scatti che mostrino, inavvertitamente, dati sensibili come informazioni bancarie, password, indirizzi di casa o numeri di telefono.