Augusto Minzolini

In viale Mazzini continua a tener banco l’affaire Minzolini. Tutto è iniziato domenica 11 settembre quando il direttore del Tg1 nel suo editoriale manifestò il proprio disappunto per un’eventuale caduta del governo Berlusconi: «Chiedono le dimissioni di Berlusconi, non sono d’accordo. Non è caduto all’epoca del caso Ruby, non si capisce perché dovrebbe cadere ora, sulla scia di intercettazioni che ledono la privacy delle persone coinvolte, in indagini che non vedono coinvolto il premier come indagato».

Un editoriale che anche il presidente della Rai, Paolo Garimberti, non ha potuto non definire di parte. «Fermo restando il diritto di ogni direttore di fare editoriali, magari senza eccedere in termini di frequenza, l’opinione di Minzolini è strettamente personale e non impegna in alcun modo la Rai». E quindi via alle polemiche con il comitato di redazione del Tg1 a chiedere un imminente intervento da parte della direzione generale della Rai e Lorenza Lei a rispondere che «un eventuale basta» al Tg1 può portarlo in consiglio, ma per decidere è necessaria l’unanimità. Durissime la posizione di Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai: «Pervicacemente continua a produrre i motivi del discredito professionale e politico, il che non giova al servizio pubblico». Innegabile è il calo degli ascolti del notiziario della prima rete Rai, che nelle edizioni delle ore 20 della scorsa domenica è sceso addirittura al 19,42% di share (4,3 milioni di spettatori), superato dal Tg5 che ha registrato il 20,76% (4,649mln di spettatori).