Oggi il Consiglio dei ministri si prepara a discutere, in forma di linee guida, la bozza di riforma della Rai messa a punto da Matteo Renzi e dalla sua squadra.

A quanto si apprende, il testo prevede un consiglio di amministrazione di sette persone di cui tre membri (compreso l’ad) scelti dal ministero dell’Economia, tre eletti dalla Camere in seduta comune e l’ultimo in rappresentanza dei dipendenti Rai.

L’ad avrà poteri più ampi rispetto all’attuale figura del direttore generale, con poteri in materia editoriale, economica e di bilancio.

La commissione di Vigilanza resterebbe attiva come organismo di controllo, ma senza i poteri di nomina attuali. Rai verrebbe ricondotta sotto il codice civile.

Si prevede anche una maggiore caratterizzazione dei tre canali principali: uno resterebbe generalista, un altro sarebbe dedicato alla sperimentazione e l’altro, senza pubblicità, alla cultura.