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Una fuga di migliaia di dati sensibili da Facebook, durata non un giorno o una settimana, ma diversi anni; un traffico di informazioni sensibili (foto, dati personali e messaggi) “rilevati accidentalmente a soggetti terzi, in particolare inserzionisti, tramite 100mila applicazioni”. È quanto rilevato da Symantec, fra le più grandi aziende specializzata nei software antivirus. Il social network più famoso al mondo, che ad oggi conta una popolazione superiore ai 600 milioni di utenti, avrebbe iniziato a cedere inconsapevolmente i dati sensibili dal 2007, ovvero da quando ha consentito agli abbonati di accedere ad applicazioni gestite da terzi. Facebook – secondo quanto riporta Il Sole24Ore , avrebbe condiviso con queste società i cosiddetti ‘token’, le chiavi per accedere al profilo degli utenti. Da Palo Alto si assicura che, in seguito a un’indagine, nessuna società ha utilizzato i dati in maniera impropria anche perché, da contratto, non possono farlo.
Intanto, però, l’Adoc (Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori), ha annunciato di aver chiesto chiarimenti a Facebook e ha inviato un esposto al Garante della privacy. Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, parla di “una grave violazione della privacy, dalle dimensioni mostruose. Basti pensare che, secondo le ultime rilevazioni, gli utenti italiani sono oltre 16 milioni. Dopo l'attacco di hacker a Sony, che ha messo a rischio i dati di circa 100 milioni di utenti nel mondo, un'eventuale perdita di dati da Facebook costringerebbe a ripensare, a livello internazionale, i sistemi di protezione e sicurezza dei dati online degli utenti”.