Giunti alla quinta edizione della mappa del potere televisivo in Italia, una considerazione sorge spontanea, e cioè che in nessun altro mercato come in quello televisivo ha ragione chi sostiene che il potere logora chi non ce l’ha. Per questo, il gotha del piccolo schermo resta sostanzialmente stabile: solo qualche lieve variazione si è registrata all’interno delle cabine di regia di reti, programmi, concessionarie e società di produzione. Seppur occorra dire che le prestazioni dei singoli manager e personaggi hanno certamente subito – in alcuni casi – un andamento altalenante, a causa di un settore che non riesce a riprendersi dalla recessione degli ultimi due anni.
Anche per l’edizione 2011 abbiamo mantenuto la determinazione delle categorie sperimentata lo scorso anno con quattro classi distinte: in broadcast (manager di gruppi, piattaforme e canali); in advertising (manager di concessionarie e centri media); in production (produttori indipendenti e dintorni) e in video (artisti e giornalisti). All’interno di queste, un simbolo posto accanto al nome (una freccia posta verso l’alto, verso il basso o in senso orizzontale) indica se dall’aprile 2010 a oggi le sue performance siano migliorate, peggiorate o rimaste sostanzialmente stabili. Ritorna anche la quarta indicazione riguardante le new entry, manager che non apparivano nella mappa 2010 o che ricoprivano nella stagione precedente mansioni differenti. All’appello mancano sei nominativi della versione scorsa, contro i cinque nuovi ingressi. La Power map 2011 è disponibile in versione Pdf in fondo a questo articolo .

La Power Map 2010

La Power Map 2009