Potrebbe rappresentare la svolta nella storia di Internet. È la proposta approvata ieri dalla Fcc (Federal Communication Commission), l’Autorità per le telecomunicazioni Usa, che fissa i nuovi principi per l’utilizzo di Internet. La proposta, appoggiata dai democratici e osteggiata dai repubblicani è passata per tre voti a due. I detrattori parlano di fine della net-neutrality (il principio secondo il quale l’accesso alla Rete deve essere garantito a tutti alle stesse condizioni), per i promotori, invece, la legge difende la libertà della Rete stessa.
Tre i principi fondamentali del documento:

  1. Trasparenza. Tutti gli operatori della banda larga (fissa e mobile) devono comunicare agli utenti le caratteristiche prestazionali del servizio e i termini commerciali dell’offerta
  2. Blocco dei siti dannosi o illegali. Gli operatori di banda larga fissa siti e contenuti che le autorità giudiziarie hanno giudicano dannosi per la Rete (hacker) oppure illegali (che trasmettono contenuto piratato)
  3. No alle discriminazioni “irragionevoli”. Gli operatori, all’interno di siti, contenuti e applicazioni non dannosi e legali, non potranno discriminare gli utenti.

L’ultimo principio è quello più discusso, in quanto maggiormente interpretabile. C’è chi teme che la possibilità di discriminare il traffico possa permettere agli operatori di effettuare discriminazioni che li avvantaggino. Ad esempio quando un provider che offre un servizio di film acquistabili on line rallenti l’analogo servizio di un concorrente che transita sulla sua rete di trasmissione.
I commissari repubblicani, quelli che hanno votato contro la legge, si dicono convinti che presto le nuove norme verranno rimesse in discussione per l’intervento del Parlamento e i ricorsi alla magistratura. Il mondo della rete rimane in attesa…