I concorrenti di Telecom dicono no al testo sulla rete hi-tech. La bozza relativa al primo quadro regolatorio messo a punto dal Comitato per la NgN (Next generation network) dell’Agcom ha scatenato le ire degli operatori.
Vodafone, Wind, Fastweb e gli altri antagonisti di Telecom non sono affatto soddisfatti del testo varato dal Comitato. In una nota ufficiale ne prendono le distanze affermando che “non è in alcun modo rappresentativo di posizioni condivise dai partecipanti al tavolo e quindi rappresenta la posizione personale del presidente”. A loro avviso, dato che gli obiettivi preposti dal Comitato non sono stati raggiunti, il testo non si può considerare utile a supportare le decisioni che l’Agcom sarà chiamata ad assumere sulla definizione dell’assetto regolamentare delle reti Ngn.
Insomma una bocciatura totale, che contesta addirittura le linee guida del documento.

Nel dettaglio i punti ritenuti più critici:

  1. La poca chiarezza nel definire nel dettaglio le procedure di migrazione dal rame alla fibra. Mancano indicazioni su tempo di preavviso, condivisione di manuali operativi, compensazione dei costi e procedure automatizzate.
  2. La violazione della normativa europea che prevede l’obbligo solo per l’operatore dominante di offrire il servizio bistream, su rame e su fibra. Tale obbligo è esteso a tutti gli operatori.
  3. La previsione di eccezioni all’obbligo di Telecom nell’offrire il servizio di connettività dati all’ingrosso su fibra.
  4. L’identificazione di tre aree geografiche in funzione delle profittabilità.