I provider non sono responsabili per i contenuti caricati dai loro utenti, né sono obbligati a monitorare i comportamenti, o a prevenire future violazioni, degli utenti. Lo ha ribadito il Tribunale di Roma, che ha depositato ieri un provvedimento nella causa che contrappone R.t.i. a Google, quest’ultima citata per violazione del diritto d’autore. La sentenza segue quanto affermato pochi giorni fa dalla Corte di Giustizia Europea nel caso Sabam/Scarlet. R.t.i. aveva citato in giudizio Google per violazione del diritto d’autore, perché un utente, ospitato su Blogger, aveva trasmesso in streaming le partite di calcio in onda sui canali di Mediaset. In seguito alla notifica a Google, il contenuto violato era stato rimosso da Blogger. La Corte ha stabilito che un detentore di diritto d’autore può solo chiedere di rimuovere specifici contenuti, non imporre obblighi di sorveglianza ai provider. Il che equivarrebbe a censurare il web.