«Mediaset non presenta né un piano editoriale né un piano industriale – si legge in una nota congiunta dei sindacati di categoria – e non accetta di affrontare i nodi della crisi, prevedendo il miglior utilizzo delle risorse interne, una maggiore produttività e un utilizzo più flessibile del lavoro, salvaguardando i livelli occupazionali». Si è tenuta ieri a Roma, alla presenza delle Rsu di Videotime, una conferenza stampa di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, che hanno proclamato otto ore di sciopero e hanno illustrato le prossime iniziative atte a contrastare la cessione delle dieci sedi regionali di Videotime di proprietà Mediaset. I sindacati temono, tra l’altro, che questa operazione sia l’inizio di un processo di riduzione del perimetro aziendale e di abbandono del presidio del territorio. Anche perché, come riporta la nota sindacale, «Mediaset presenta dati economici negativi, con una forte contrazione, nel 2011, dei ricavi (-6%), del Mol (-12%) e dell’utile, che si è attestato intorno ai 170 milioni di euro. Il 2012 ha segnato un ulteriore peggioramento dei conti: alla fine del 1° trimestre si è riscontrato un azzeramento dell’utile, con conseguente contrazione dei ricavi, sia sul versante della tv generalista, sia sul fronte della pay tv».