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Nel 2015 il valore complessivo del Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) è risultato pari a 17,1 miliardi di euro (in linea con il 2014), con un’incidenza del Pil pari all’1,05%. L’area radio-Tv si conferma nuovamente il segmento principale, con un peso pari a 49,5% (l’editoria passa invece dal 27,3% al 26,3%). Nessun soggetto ha realizzato ricavi superiori al tetto del 20%, stabilito dall’art. 43, comma 9 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar). «A tale riguardo, viene evidenziato che i principali gruppi operanti nelle aree economiche che compongono il Sic rappresentano congiuntamente – con circa 10 miliardi di euro – il 59% delle risorse totali», si legge nella nota Agcom.

In particolare, la quota più rilevante è detenuta dal gruppo 21st Century Fox con il 15,4% (composto da Sky Italia con il 15,1% e Fox Networks Group con lo 0,3%). Seguono Fininvest, al 14,9% (13,3% per Mediaset e 1,4% Arnoldo Mondadori editore); Rai, al 13,7%; Gruppo Editoriale l’Espresso, con il 3,3%; Google con il 3,2%; Rcs MediaGroup con il 3%; Seat Pagine Gialle con il 1,4%; Facebook, Gruppo 24 Ore e Cairo Communication con il 1,3%.

Guardando all’intero settore, cresce il peso della pubblicità online (pari al 9,7% del totale), così come le risorse destinate al cinema (872 milioni, il 5,1% del Sic). La pubblicità esterna vale il 2,2% del Sic, le aree “below the line” il 7,2%.