Fazio e Maroni  © Vieni via con me

Fabio Fazio e Roberto Maroni nel corso
della puntata di ieri di Vieni via con me

Con questi ascolti è difficile che Vieni via con me si fermi a solo quattro puntate e i due autori-conduttori, Fabio Fazio e Roberto Saviano, lo hanno fatto capire nel gioco a due “Vado via, resto” a fine puntata. “Resto qui perché Masi (Mauro, dg della Rai, ndr) mi ha telefonato e mi ha detto che faremo altre quattro puntate” ha detto lo scrittore, “Resto qui perché, anche se Masi non mi ha telefonato, mi ha detto che ne dovremmo fare altre otto” ha ribattuto Fazio con ironia. Ed effettivamente i 9 milioni e 670 mila telespettatori (pari al 31.60% di share) non possono essere ignorati. Anche ieri Vieni via con me , per il terzo lunedì consecutivo (su tre puntate) è stato il programma più visto della serata, inutile sottolineare che ancora una volta ha battuto un Grande Fratello avvezzo oramai al trash televisivo. La trasmissione ha fatto segnare picchi vicini a 11,4 milioni (11 milioni 393 mila alle 21:48, durante il primo monologo di Roberto Saviano) e superiori al 43% di share (43,58% alle 23:27, durante il gioco a due fra Fazio e Saviano).
Con una televisione ‘parlata’, senza discussioni animose, Fazio e Saviano hanno ospitato anche l’attesa replica del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, una replica che ha giocato a favore del programma: un picco di oltre 10 milioni spettatori (10 milioni 702 mila e il 32.87% di share) e il video su Youtube fra i più visti della serata, dopo quello di Corrado Guzzanti. E proprio Corrado Guzzanti è stato il secondo ospite più atteso della serata con la sua sfilza di freddure a tutto campo (da Berlusconi al Papa) conosciute solo dai conduttori fino alla messa in onda. Il ritorno in tv di Corrado Guzzanti, con il suo elenco di battute ha raggiunto un picco di oltre 11 milioni di spettatori (11 milioni 98 mila alle 22:33, con il 36%)

In apertura, dopo la solidarietà alla protesta dello spettacolo contro i tagli (Luca Zingaretti legge l'elenco scritto da Andrea Camilleri per dimostrare che “con la cultura si mangia”), l’affondo di Saviano sui rifiuti di Napoli, un problema ancora all’ordine del giorno. Contro un'emergenza che dura da anni “hanno fallito tutti, centrodestra e centrosinistra”, attacca Saviano che poi passa il microfono a Gabriele Salvatores per elencare le sette volte in cui Berlusconi ha annunciato la fine di una crisi che è ancora sotto gli occhi di tutti.

Al sorriso sarcastico dell'attore si alternano la malinconia di Ilaria Cucchi, che legge le cose belle che ricorda del fratello Stefano, e l'amarezza di Manlio Milani, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di piazza della Loggia, che ne elenca i nomi. C'è spazio anche per l'immigrazione, con Harun Javeid, uno degli operai appena scesi dalla gru a Brescia, e con Ivano Fossati che canta Mio fratello che guardi il mondo; per Renzo Piano che spiega cosa vuol dire “fare” e invita i giovani “ad andar via, per curiosità, e poi tornare”; per l'handicap raccontato dal comico disabile David Anzalone. E poi ci sono le donne: Emma Bonino elenca le cose che passano sui corpi femminili, Susanna Camusso i pensieri delle donne che lavorano, Laura Morante le cose che le donne non vogliono più sopportare.