Le aziende di ogni dimensione hanno a che fare con enormi quantità di dati: da quelli riservati sul cliente a quelli sulle proprietà intellettuali e sulle transazioni finanziarie, tutte informazioni in grado di assicurarne l’attività e di offrire vantaggi competitivi, ma che pesano sul bilancio societario per l’elevato costo. Sono 1.1 trilioni di dollari per la precisione, stando a quanto rilevato da ReRez Research per Symantec, società specializzata in software per la protezione dei dati, che per la prima volta ha rilevato il costo sostenuto dalle aziende di tutto il mondo per le informazioni digitali.
Una spesa (in media) di 38 milioni di dollari l’anno per un'azienda di fascia enterprise e di 332 mila per le piccole e medie imprese che sono però gravate da un costo annuo per dipendente maggiore (3.670 dollari rispetto ai 3.297 dollari delle aziende di fascia enterprise).
Un esborso di denaro che si spiega con la grande quantità di informazioni archiviate: in totale 2.2 zettabytes (uno zettabyte è pari a un trilione di gigabyte). Le Pmi gestiscono infatti in media 563 terabyte di dati mentre quelle di fascia enterprise 100 mila terabyte; dati destinati a crescere del 67% nel prossimo anno per le grandi aziende e del 178% per le Pmi. Un costo che si spiega anche analizzando il quantitativo di informazioni duplicate archiviate dalle aziende che in media ammonta a ben il 42%.
"Considerata la posta in gioco, la protezione delle informazioni dovrebbe quindi essere una priorità", sottolinea una non disinteressata Symantec. I dati di ReRez Research, contenuti nella ricerca State of Information, rilevano però che - nel corso dell’ultimo anno - il 69% delle aziende ha riscontrato una perdita delle informazioni (dovuta a errori umani, problemi di hardware, violazioni alla sicurezza o perdita e furto di dispositivi), il 69% ha subito un’esposizione di informazioni confidenziali al di fuori dell’azienda e il 31% ha riscontrato problemi di conformità legati alle informazioni.