Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione Ue con delega al mercato unico digitale

Anche il mercato digitale deve essere unico: è questo l’obiettivo del Digital Single Market, il progetto della Commissione Ue presentato ieri che prevede un miglior accesso a beni e servizi digitali per i cittadini europei, la creazione di un ambiente in cui network e servizi digitali possano prosperare e la trasformazione del digitale in un driver di crescita. La trasformazione dei 28 mercati nazionali in uno solo comporterebbe per l’economia del Vecchio Continente un giro d’affari di 425 miliardi di euro l’anno con la creazione di 3,8 milioni di posti di lavoro.

Tra le 16 azioni che dovranno condurre a un’Europa digitalmente unita, c’è la revisione del geo-blocking, il sistema per cui un servizio online non può essere utilizzato al di fuori del Paese di residenza. Questo vale sia per l’e-commerce (molti negozi online, per esempio, rimandano al Paese di residenza per gli acquisti non permettendo di comprare dal sito di un altro Paese), ma anche per l’utilizzo dei contenuti online, impedendo per esempio di accedere al proprio abbonamento svod (per esempio SkyGo o Premium Play) al di fuori dell’Italia. Secondo la commissione, l’abbattimento di questi confini virtuali porterà a una riduzione della pirateria e a un aumento della platea.