Era il 30 aprile del 1986: quasi nel silenzio passò la notizia del «Ping» che collegò il Cnuce di Pisa e l’Italia, quarto Paese al mondo, agli Stati Uniti attraverso i cavi della Sip , passando per l’antenna di Telespazio e il satellite Intelsat , che trasmise il messaggio inviato dai ricercatori italiani alla Stazione di Roaring Creek in Pennsylvania. In quel momento il Belpaese fu per la prima volta collegato a Internet.

SOTTO SILENZIO. Internet e le sue potenzialità erano ancora sconosciute ai più; l’opinione pubblica era concentrata su altre questioni, innanzitutto l’esplosione della Centrale nucleare di Chernobyl. La notizia del Cnuce, divulgata con un comunicato stampa qualche giorno dopo il primo collegamento italiano alla Rete Arpanet, nata per mettere in contatto fra loro gli atenei Usa e poi allargatasi fino a inglobare più reti, passò sotto silenzio; non erano presenti all’evento nemmeno coloro che tale collegamento l’avevano reso possibile, primo fra tutti l’allora direttore del Cnuce Stefano Trumpy, che in un futuro di poco successivo diventerà uno fra i più importanti esperti di internet al mondo, e Luciano Lenzini, “mago delle Reti” che aveva abbandonato l’impresa per fedeltà verso un protocollo di connessione differente rispetto a quello scelto a livello internazionale.

IL PRIMO «PING». Ad assistere dunque all’evento che in futuro sarebbe entrato nella storia c’era solo il tecnico Antonio Blasco Bonito, incaricato di vigilare sulla connessione, che aveva già sollevato i malumori di Sip, Italcable, Telespazio e Ministero della Difesa; le autorità, sin dagli albori del progetto, di cui si cominciò a discutere nel 1981, avevano manifestato una certa perplessità nei confronti della questione. In quel momento, infatti, solo Lanzini poteva intuire vagamente l’importanza che avrebbe avuto una Rete come Arpanet: ci vollero tre anni prima che il progetto venisse approvato, e grazie agli aiuti dei ricercatori americani, che fornirono le macchine necessarie, si poté arrivare al primo, storico messaggio inviato via Internet. Internet diventerà popolare solo nei primi anni Novanta, grazie al WorldWide Web di Tim Berners Lee; ma la storia di Internet in Italia cominciò prima, con lo storico «Ping» scritto da Antonio Blasco Bonito alla tastiera, e l’altrettanto storico, laconico «Ok» di risposta da parte degli americani.