È sempre più vicina. L’asta per le frequenze Lte (Long Term Evolution), quelle per la banda larga mobile, quella dalla quale il governo spera di ricavare almeno 2,4 miliardi di euro, è pronta a partire. Entro il 27 luglio gli operatori tlc intenzionati a partecipare all’asta dovranno presentare richiesta al ministero dello Sviluppo Economico e, una volta ammessi, avranno 30 giorni per depositare le proprie offerte. L’asta, in calendario tra il 31 agosto e il 1° settembre, assegnerà 23 lotti di frequenze: i più pregiati sono i cinque blocchi da 800Mhz (più uno “specifico” che potrebbe causare interferenze con la tv digitale) con un prezzo di 353 milioni di euro a blocco. I tre blocchi da 1800Mhz (di qualità inferiore) hanno una base d’asta di 155mln di euro. Alcuni esperti ritengono che, per offrire un servizio di qualità elevata, i gestori dovrebbero utilizzare almeno due blocchi da 800Mhz. Secondo “Mf”, sarebbe quasi certa la presenza di Tim, Vodafone, Wind e 3, cui potrebbe aggiungersi Poste Mobile.

Calabrò, la più grande asta frequenze mai effettuata in Italia