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È iniziata la battaglia dei pagamenti online. I protagonisti di questo scontro, a suon di cifre da capogiro, sono i colossi dell’e-commerce, che corrono verso questa rivoluzione.

CONTROCORRENTE. Alibaba, Amazon, Apple e Google, infatti, stanno assorbendo al proprio interno servizi di e-payment integrandoli con applicazioni specifiche designate per i propri clienti. Basti pensare al cinese Alipay, ad Apple Pay o al recente, seppur diverso, servizio “in fase sperimentale” di Twitter (un tweet con bottone “buy” lanciato da alcune settimane).

IL FUTURO È MOBILE PAYMENT. L’uso crescente di tablet e smartphone per i pagamenti online sta generando quello che Affari& Finanza di Repubblica chiama «convergenza tra "e-" ed m-payment» (e-payment e mobile-payment, ndr ). Il dato è confermato anche dalle stime del World Payment Report di Capgemini e Royal Bank of Scotlan, secondo cui i pagamenti mobili registreranno un +60,8% annuo contro il -15,9% di quelli elettronici (come Paypal).

“DIVORZIO” ALL’AMERICANA. C'è però qualcuno che va controcorrente. Si tratta del pioniere dell’e-commerce eBay (piattaforma americana di aste online) che, sotto le spinte dei suoi hedge fund azionisti, si è separata dalla controllata Paypal (società acquisita nel 2002). Il “divorzio” è stato voluto per rendere le due aziende competitive sul mercato dedicandosi ognuna al proprio settore di azione. La società di e-payment, fondata nel ’98 da Elon Musk e soci, in futuro oltre a guadagnare una maggiore autonomia dalla “ex” eBay, potrebbe quotarsi anche in Borsa.