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Nel 2013 Google France ha pagato 7,7 milioni di euro di imposte, circa il 18% in più rispetto all’anno precedente, ma poco rispetto alla reale entità del suo business, visto che in Francia il colosso americano conta il 90% del mercato dell’advertising on line.

Da vero campione dell’ottimizzazione fiscale, infatti, il gruppo ha messo in campo tutta una serie di operazioni contabili, del tutto legali, per concentrare la maggior parte dei propri incassi in Paesi come l’Irlanda che assicurano un regime fiscale più favorevole. In questo modo nel 2013 è arrivato a dichiarare al fisco francese incassi netti per 231 milioni di euro. Una cifra ben inferiore all’1,6 miliardi di euro di introiti pubblicitari stimati dall'Irep - Istituto francese delle ricerche e degli studi pubblicitari (Irep).

Il Fisco francese ha cominciato a occuparsi di Google France nel 2011, quando venne disposta anche una perquisizione dei suoi uffici, e, dopo tre anni di indagini, la scorsa primavera ha proceduto alla notifica di un accertamento fiscale che è ancora in corso. Per questo motivo non è ancora noto l’ammontare della sanzione che verrà comminata all’azienda, anche se rumors dei mesi scorsi ipotizzavano che potesse aggirarsi intorno al miliardo di euro.

Dal canto suo, Google France ha in diverse occasioni ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle leggi fiscali vigenti e di versare regolarmente l’Iva in Francia, dove, ha sottolineato, ha creato 500 nuovi posti di lavoro diretti.

Dai documenti consegnati alla Sec si evince, inoltre, che Google ha provveduto ad accantonare delle somme da utilizzare per sanare la propria posizione contributiva.