Nonostante la riduzione generale dei consumi sui canali classici di circa il 2% rispetto allo scorso anno, il valore dell’acquistato online cresce del 18%, sfiorando così quota 11 miliardi di euro, di cui 9,5 da siti operativi in Italia. Questo il primo dato proiettato oggi al convegno sulle vendite online Business to Consumer dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-Politecnico di Milano.
Aumentano del 33% gli e-shopper , tre milioni in più rispetto al 2011 per un totale di 12 milioni, quasi il 40% dell’utenza totale internet. Tra i prodotti, che pesano il 37% del totale vendite e-commerce, cresce del 19% il numero degli ordini e del 7% il valore dello scontrino medio, mentre tra i servizi i tassi di crescita sono, rispettivamente, dell’11% e del 3%. Si fa sempre più rilevante il ruolo della multicanalità: il mobile commerce cresce a tripla cifra portando il valore delle vendite via mobile site o App a oltre 170 milioni di euro, pari però ancora solo al 2% delle vendite e-commerce. Il social commerce si dimostra sempre più efficace nell’attività di engagement.
“Se il 2011 era stato l’anno del boom dei siti di couponing, dei club online e dell’ingresso di Amazon, il 2012 è invece l’anno del consolidamento di questi fenomeni – ha commentato Alessandro Perego, responsabile scientifico Osservatorio B2c Netcomm-Politecnico di Milano - La ricerca di quest’anno evidenzia inoltre il ruolo sempre più rilevante della multicanalità, soprattutto intesa come l’utilizzo congiunto e integrato di canale fisico e canale online. Molti i benefici: maggiore efficacia nel trasferimento delle informazioni grazie all’Infocommerce, incremento nell’efficienza dei processi di punto vendita mediante il Prenota online e ritira in negozio e miglioramento del servizio al cliente con l’acquisto online e l’assistenza in-store”. I dati raccolti dall’Osservatorio hanno inoltre confermato che crescono tutti i principali comparti: tra i prodotti fisici bene l’abbigliamento che anche quest’anno fa registrare l’incremento più elevato (33%). Ottimi, soprattutto se paragonati a quelli dei canali tradizionali, i risultati dell’Informatica ed elettronica di consumo che cresce del 27% circa rispetto al 2011. Più statica invece la situazione per l’editoria, musica e audiovisivi (+11%), nonostante le buone performance di alcuni player. In termini di share i servizi pesano il 63%. A seguire, troviamo abbigliamento (11%), informatica&elettronica di consumo e assicurazioni (10%), editoria, musica ed audiovisivi (3%) e grocery (1%). Il restante 19% è costituito da tutti gli altri comparti, tra cui spiccano il couponing di prodotti e servizi (4% circa delle vendite) e le ricariche telefoniche (3%).