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Il presidente francese e promotore dell'e-G8, Nicolas Sarkozy, stringe la mano al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, presente al Forum di Parigi

L’obiettivo non era raggiungere un’intesa, ma presentare un documento di sintesi e di raccomandazioni in occasione del prossimo G8 di Deauville. Per fortuna. Già perché dal primo e-G8, l’incontro tra i protagonisti del mondo di Internet e della comunicazione, arriva un nulla di fatto. In questa due giorni di Parigi emerge un muro contro muro tra le istituzioni: da una parte i giganti di internet, come Google o Facebook, che rifiutano ogni intervento o controllo degli Stati, dall'altra i governanti, che vorrebbero maggiori regole. Una posizione, quest'ultima, espressa chiaramente dallo stesso Sarkozy all'inizio dei lavori: “A costo di sembrare impopolare, voglio dirvi che non potete rifiutare un minimo di regole e valori comuni. Non si può - sottolinea Sarkozy - veicolare il Male senza ostacoli né ritegno”. Un messaggio che però non ha convinto gran parte degli addetti ai lavori. A partire dall'amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, il cui messaggio, in sintesi, è stato il seguente: “Prima di pensare a progetti di regolamentazione, chiediamo ai governi di studiare soluzioni tecnologiche per risolvere i problemi da un punto di vista globale”. In pratica nessun intervento a protezione del diritto d'autore, ma maggiori finanziamenti per lo sviluppo delle reti. “La miglior politica per un governo è dare la banda larga fissa e mobile a tutti i cittadini”, taglia corto Schmidt. “Pasolini non avrebbe potuto fare i suoi film se le sue creazioni fossero state subito diffuse gratuitamente sul web. La creazione ha bisogno di remunerazione, altrimenti muore”, ha risposto da parte sua il ministro francese della Cultura, Frederic Mitterrand.
A insistere sulla necessità di una maggiore regolamentazione della galassia internet ci ha pensato anche il commissario europeo per le nuove tecnologie, Neelie Kroes: “In alcuni casi servono assolutamente delle regole del gioco, soprattutto per quanto riguarda i problemi mondiali”, come internet. Per la Kroes “bisogna regolare le pratiche in modo efficace e bisogna convincere l'insieme delle parti coinvolte – ha affermato la responsabile Ue aggiungendo – Non bisogna fare le cose al posto del settore industriale, ma accompagnare il movimento ed ascoltare ciò che hanno da dire. È chiaro che se non si assumono le loro responsabilità, sono capace di intervenire e pronta a farlo”.

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