Premier League © Getty Images

É vietato vendere i diritti tv su base territoriale, almeno non in Europea. Gli utenti hanno diritto ad abbonarsi all’emittente satellitare che preferiscono, non necessariamente a quella del loro paese. A rendere lecito il decoder senza frontiere l’ultimo pronunciamento dell’Alta Corte inglese che ha dato definitivamente ragione a Karen Murphy, la titolare del pub inglese Red White & Blue, citata in giudizio da BSkyB (Ovvero Sky UK) per aver utilizzato una scheda greca (800 sterline l’anno) per trasmettere le partire della Premier League invece di abbonarsi a BSkyB (per 700 sterline mensili), titolare dei diritti in Gran Bretagna. Murphy era stata inizialmente multata con 8 mila sterline, ma aveva portato il caso davanti alla Corte di giustizia europea che le diede ragione lo scorso ottobre (secondo il Tribunale, la diretta delle partite non poteva essere considerata protetta dal copyright). Ora anche l’Alta Corte di Londra ha fatto lo stesso: i giudici hanno però sottolineato che le complesse questioni legali legate alla trasmissione delle partite dovranno essere decise in seguito.