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La Figc si schiera con le piccole. La Corte di Giustizia federale ha respinto il ricorso presentato dai big del calcio italiano: Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma in merito alla questione dei diritti tv. Obiettivo del ricorso: ottenere la sospensione dell’esecuzione e l’annullamento della delibera presa a maggioranza dalle altre 15 società di Serie A, che aveva fissato i parametri di individuazione dei bacini di utenza assegnandone la ricerca a tre istituti demoscopici (Doxa, Crespi e Sport+Markt). Una battaglia questa, che si gioca tutta sulla definizione di sostenitore, se secondo le cinque big del campionato di calcio di Serie A il sostenitore è il tifoso fedele ad una sola squadra, per le piccole la definizione dovrebbe essere più ampia, inserendo una serie di parametri aggiuntivi come l’audience televisiva e il mercato del licensing, arrivando quindi a comprendere nella definizione anche i semplici simpatizzanti. In ballo ci sono 200 milioni di euro, ovvero il 25% dell’intera torta dei diritti tv. Ma, nonostante il pronunciamento della Corte di Giustizia federale le grandi del pallone non hanno intenzione di mollare, il prossimo passo ora è il ricorso all’Alta Corte di Giustizia presso il Coni. E, se necessario, i club cercheranno di far valere le proprie ragioni davanti al Tar prima e al Consiglio di Stato poi.