Alle società di serie A servono almeno altre due settimane per elaborare e discutere ipotesi alla crisi di Dahlia tv. Ma il tempo sembra non esserci, è infatti convocata per oggi l’assemblea dei soci dell’emittente: all’ordine del giorno la chiusura dell’attività. Se il programma non subirà variazioni da domani calerebbe il buio sulle partite di 8 squadre di serie A (Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese) e oltre 270mila abbonati non potrebbero più fruire del servizio che hanno pagato.
In un contesto così difficile la Lega Calcio chiede tempo. Dopo il ‘fallimento’ venerdì dell’assemblea della Lega di Serie A, le società hanno bisogno di altri giorni. Almeno altre due settimane “per elaborare e discutere ipotesi di soluzione alla crisi di Dahlia tv”. “Le società – ha spiegato il presidente della Lega di A, Maurizio Beretta – chiedono tempi più ragionevoli, fino al 15 febbraio, e ora attendono la decisione dell’assemblea dei soci di Dahlia in programma il 31 gennaio (oggi, ndr)”. “È fondamentale – ha spiegato Beretta – che gli azionisti consentano tempi più ragionevoli, seppur sempre molto stretti, per la ricerca di una soluzione”.
Ma quali sono le possibilità? La Lega allontana l’ipotesi, ventilata nei giorni scorsi, di costituire una propria televisione che produca e trasmetta le partite ‘orfane’ di Dahlia. “Siamo impegnati nel conseguire l’obiettivo di tutelare gli interessi delle società e dei tifosi che devono poter veder le partite e questo si può fare al meglio se ognuno fa il proprio mestiere”.
Mediaset, che nei giorni scorsi aveva allontanato le ipotesi di un suo interessamento a Dahlia, sta a guardare, anche se sembra che alla fine i diritti delle partite finiranno proprio in mano al gruppo di Cologno Monzese.