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Interattività. Da sempre considerata il punto forte della Rete, è ormai imprescindibile per attirare traffico sul proprio sito Internet, soprattutto se si tratta di una testata di informazione. Eppure, proprio i commenti degli utenti, finiscono spesso per trasformarsi in uno spazio ostaggio di anonimi dai toni offensivi difficili da gestire.

Nasce per risolvere questo problema l’accordo tra New York Times , Washington Post e Mozilla (la comunità di software libero) per l’elaborazione di una piattaforma mirata per la gestione dei commenti in grado di filtrare e valorizzare quelli più rilevanti, ma anche di categorizzare gli utenti in base ai loro post precedenti. Una novità che dovrebbe finalmente scoraggiare «quelli che alzano la voce», ha spiegato Greg Barber, direttore dei progetti digitali del Washington Post . Il bello è che il nuovo sistema, la cui elaborazione sarà coordinata da un team di 12 professionisti provenienti dalle tre realtà coinvolte, secondo la filosofia Mozilla, sarà open source, ossia disponibile gratuitamente per tutti. Il punto debole? Per mettere a punto il software – finanziato per 3,9 milioni di dollari dalla Knight Foundation (orientata a promuovere l’innovazione nel giornalismo) – ci vorranno un paio d’anni, un’infinità nel mondo digitale.